██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Immagine
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Col termine mwdqimmagine (dal lat. sec. XIV mwdgimago -mwdwìnis - mwearitratto, mweqfigura, mwegdisegno, mwewillustrazione, mwfarappresentazione) si fa un generale riferimento a tutto ciò che è percepibile tramite il mwfqsenso della mwfgnostra vista (mwfwimmagine retinica). Ma per quante definizioni possa contenere il termine "immagine", questa pagina è riferita essenzialmente all'accezione principale (le immagini visibili), sia di natura mwgaottica che di natura mwgqgrafica.
Le mwgwimmagini ottiche presentano la mwharealtà fisica, così come emerge tramite la mwhqluce visibile, in modalità diretta (osservata ad mwhgocchio nudo, al mwhwbinocolo, al mwiamicroscopio, sullo mwiqschermo di una mwigtelecamera, ecc) o in modalità registrata (osservata in mwiwdifferita come mwjafotografia, mwjqfilm, mwjgvideo, ecc).
Le mwkaimmagini grafiche invece, non possono presentare la realtà, ma eventualmente solo mwkqrappresentarla in veste e nel modo più verosimile possibile, oppure possono rappresentare una fantasia o una realtà fittiziacite-ref-1[1], astrattacite-ref-2[2] e/o immaginaria, ricreata in ogni caso in forma di figura o di illustrazione solitamente bidimensionale (mwmgdisegno a carboncino, mwmwcomputer grafica, mwnapittura a olio, mwnqlitografia, ecc).cite-ref-3[3] Le immagini grafiche sono totalmente una costruzione dell'uomo, fatta con la mano dell'uomo (mwogdisegni, mwowpitture, ecc), e principalmente differenziate per l'informazione contenuta nell'immagine stessa.
Tuttavia, oltre a queste, ci sono anche tante altre tipologie di immagini visibili, le quali tendenzialmente mantengono la specifica funzione di documentare la realtà, ma lo fanno in modi differenti da quello tipico dell'ottica, come ad esempio le mwpqradiografie (fotografie a mwpgraggi X, oggi mwpwdigitali), le mwqarisonanze magnetiche, o le immagini dei mwqqradiotelescopi (fatte in mwqgbanda radio), oppure le immagini ad mwqwultrasuoni (mwrasonar, mwrqecodoppler, ecc, che usano le mwrgonde acustiche, invece di quelle mwrwelettromagnetiche).
Nonostante il termine "Immaginario" significa mwsqprivo di fondamento o privo di corrispondenza con la realtà, e sia strettamente legato/derivato al termine "Immagine", le immagini ottiche sono una chiara presentazione della realtà, e per di più basate su un importante fondamento, la mwsgluce visibile.
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Considerazioni
L'immagine non è il supporto fisico in sé, e sul quale può essere fissata o visualizzata, ma è l'mwuginformazione visiva (non solida), eventualmente fissata o visualizzata su un supporto fisico (o anche nell'immaginario, come ricordo o come pensiero).
Tramite le immagini si può, sia presentare la realtà fisica oggettiva (immagine ottica), che rappresentarla nel modo più o meno realistico e/o verosimile, tramite tutto ciò che è creazione grafica, ma si può anche presentare una idea del mwvaimmateriale o del astratto immaginario e figurato, che non rappresenta per forza la realtà fisica come la conosciamo (mwvqarti figurative, mwvgfantascienza, ecc). E dove, la vera differenza sostanziale, è tra l'immagine mwvwottica (presentazione della realtà) e l'immagine grafica (rappresentazione astratta o del reale). Così, quando si utilizza la grafica, tentando di "mostrare" la realtà, si può solo ed esclusivamente creare una rappresentazione fittizia della realtà (anche se molto verosimile).
Così, le immagini si potrebbero suddividere in due semplici gruppi: quelle formate dalla realtà osservabile (come ad esempio tutte le immagini ottiche) e quelle formate, create, prodotte, dalla mano dell'uomo (come ad esempio tutte le immagini grafiche). L'ottica e la grafica, sono due forme ed espressioni distinte: infatti, anche mwyga livello legale, ad esempio, una mwywfotografia (o un video) può essere considerata un documento di mwzaprova, mentre al contrario, un disegno, ad esempio, anche se fatto da un testimone, non può essere considerato una prova, nonostante l'impegno più forte che può essere adoperato per cercare di rappresentare la realtà nel modo più verosimile possibile.
Invece, il racconto della memoria del testimone oculare (mwzgtestimonianza), può essere considerato una prova in giudizio. L'immagine della memoria oculare, è considerata più "vera" ed attendibile di un disegno, anche se fatto bene, quasi come una fotografiacite-ref-0-5-1[5]. Come a ripetere che: tutte le fotografie sono immagini della realtà, ma non tutte le immagini sono fotografie.
Immagine ottica
Con immagine ottica si intende una immagine ottenuta mediante un mwbqsistema ottico.cite-ref-6[6] Tipi di immagini ottiche sono le mwcgimmagini retiniche, quelle fotografichecite-ref-0-5-2[5] o televisive, riprese con un mwdwobiettivo o una mwealente, oppure le immagini mweqriflesse da uno mwegspecchio, o quelle mwewrifratte da un sistema mwfadiottrico, che generalmente vengono divise tra mwfqimmagini reali e mwfgimmagini virtuali.
L'immagine ottica si forma dietro la mwgalente, replicando la realtà che si trova di fronte, ma siccome la realtà è mwgqtridimensionale, anche l'immagine è tridimensionale, però è solitamente di dimensioni inferiori, a causa della mwggrifrazione, tantoché, a maggiore mwgwpotere diottrico (o potere di rifrazione), corrisponde anche una immagine più piccola.
In più, l'immagine si forma capovolta, speculata e invertita: così, ciò che era sopra, ora è sotto, ciò che era a destra, ora è a sinistra e ciò che era lontano, ora è vicino; infatti, il piano-immagine più vicino alla mwhqlente, e che è anche il piano che determina la mwhglunghezza focale, è proprio il piano dove convergono i raggi paralleli che arrivano dal mwhwinfinito. Da questo piano, l'immagine prosegue, lungo l'mwiaasse ottico, per un'altra lunghezza focale, dove trova il piano-immagine che corrisponde al piano (nella realtà) distante due lunghezze focali dalla lente. Questo è il piano che divide in modo convenzionale la comune mwiqfotografia dalla mwigfotografia-macro, in quanto la dimensione del oggetto reale, risulta uguale alla dimensione del oggetto nell'immagine: rapporto di ingrandimento 1:1. Oltre a questo rapporto, si entra nel campo di "mwiwlenti di ingrandimento" e "mwjamicroscopi".
L'immagine ottica è costituita da infiniti mwjgpunti-immagine che in teoria sarebbe possibile ingrandire in modo infinito, fino a vederne la reale consistenza atomica. Tuttavia, nella pratica ciò è impossibile, in quanto la lente stessa è mwjwlimitata dalla diffrazione della sua mwkaapertura, per cui, l'immagine che forma è limitata in mwkqingrandimento. Ciò limita ad esempio l'ingrandimento di un telescopio, oltre il quale valore l'immagine perde definizione, fino a peggiorarne la visione (c'è qualche formula che determina questo, ma anche troppe variabili a differenziarne il risultato; tuttavia, in media è circa da 1 a 2 diametri di apertura in mm, es: apertura 50 mm ≈ ingrandimento max da 50x a 100x).
L'immagine ottica è tridimensionale e giace intorno all'mwlaasse ottico, come un mwlqkebàb giace intorno allo spiedo, ma in ogni caso la si osserva e/o la si riprende solitamente in modo bidimensionale, un piano ortogonale alla volta, una "fetta" alla volta, come succede anche nel occhio, sul piano focale della retina, oppure sullo mwlgschermo di messa a fuoco o sul piano mwlwpellicola/mwmasensore, di una mwmqcine-mwmgfoto-mwmwvideocamera, ecc. Naturalmente, l'immagine ottica di una mwnalente (o di un mwnqobiettivo) la si può osservare anche con un mwngoculare (che funziona come una mwnwlente di ingrandimento o un debole mwoamicroscopio), tuttavia finirà pur sempre sul piano bidimensionale retinico.
Questo comporta che i punti-immagine lontani, dal piano focale scelto (tramite la mwowmessa a fuoco), appaiano di dimensioni maggiori e sempre più visibili come dei dischi (invece che punti) via-via più grandi, in proporzione alla distanza dal piano focale.
La forma del disco riflette la forma dell'apertura della lente: se l'apertura (di solito circolare) fosse chiusa con un mwpqdiaframma a forma mwpgromboidale (ad esempio), i vari punti immagine, avrebbero tutti quella forma, anche quelli apparentemente invisibili. A questo punto, siccome le fotografie come la retina del occhio, son per ora solo bidimensionali, è possibile scegliere un solo ed unico mwpwpiano focale alla volta, un solo piano di messa a fuoco per ogni fotografia; e dunque, tutti gli strumenti ottici necessiatano di una regolazione del mwqafuoco.
Immagine retinica
L'immagine retinica è l'immagine rifratta che si forma sulla mwswretina, tramite la parte ottica dell'mwtaocchio che forma un mwtqsistema diottrico (esattamente come un obiettivo fotografico), composto dalla mwtgcornea, dal mwtwumor acqueo, dal mwuacristallino e dal mwuqumore vitreo (i componenti mwugrifrattivi). L'immagine retinica permette di vedere la realtà fisica agli mwuwesseri viventi dotati del senso della mwvavista.
È quindi l'immagine ottica per mwvgantonomasia, perché, attraverso di essa, è possibile vedere tutte le altre immagini visibili.
Immagine riflessa
Un'immagine riflessa è tecnicamente considerata un'immagine ottica ottenuta mediante un mwwqsistema catottrico, per riflessione della mwwgluce. Una particolarità delle immagini catottriche è l'assenza delle mwwwaberrazioni cromatiche. Un esempio più pratico e meno tecnico di immagine riflessa, è la nostra immagine riflessa davanti allo specchio.
Immagine rifratta
Un'immagine rifratta è un'immagine ottica ottenuta mediante un mwxgsistema diottrico. Cioè un'immagine ottica ottenuta mediante la mwxwrifrazione della mwyaluce. Un esempio di immagine rifratta è l'immagine visibile con il mwyqcannocchiale. Un tipo di immagine rifratta è l'immagine retinica.
Immagine reale
Con immagine reale si intende un'immagine ottica formata da raggi convergenti (se i raggi che si incontrano sono direttamente quelli riflessi o rifratti); e può essere osservata dall'occhio o raccolta su uno schermo e si può fotografare.cite-ref-1-7-0[7]
L'espressione "immagine reale" si contrappone all'espressione "immagine virtuale" e viceversa.
Immagine virtuale
Con immagine virtuale si intende un'immagine ottica formata da raggi divergenti (se si incontrano i loro prolungamenti); e non può essere raccolta su uno schermo, ma può solo essere osservata dall'occhio (es: l'immagine di un mw0wcannocchiale galileiano)cite-ref-1-7-1[7].
Immagine fotografica
L'immagine fotografica (anche detta «fotografia»cite-ref-8[8] o «foto»cite-ref-9[9]) è una immagine statica bidimensionale della realtà, come mw5wripresa ottica di un mw6asoggetto/ambiente mw6qilluminato o luminoso, eseguita tramite una mw6gfotocamera fornita di un mw6wobiettivo fotografico. Quando il mw7asupporto fotografico (mw7qpellicola, mw7glastra o mw7wcarta) non è ancora stato mw8asviluppato, viene chiamata «mw8qimmagine latente».
Vengono considerate «immagini fotografiche» anche quelle comprese nello spettro delle mw8wradiazioni mw9ainfrarosse (o mw9qtermografie) mw9ge ultraviolette, benché mw9winvisibili all'occhio umano, tuttavia comprese nello spettro della luce.
Rispetto ad una immagine grafica (mw-qdisegnata a mano o con un mw-gcomputer), l'immagine fotografica è in grado di presentare la realtà fisica in modo mw-wdocumentale; infatti, in relazione all'immagine grafica, si parla eventualmente di "mw-afotorealismo", quando si ottiene un livello di realismo vicino a quello dell'immagine fotografica, ma non è corretto parlare di immagine fotografica. Per lo stesso principio, una fotografia manipolata a livello grafico, potrebbe non essere più una fotografia, pur mantenedo un alto grado di “fotorealismo”.
Immagine cinematografica
L'immagine cinematografica è la successione di varie mwaqcimmagini fotografiche (ottiche), proiettate nel tempo, in modo che appaia una immagine in continuo mwaqgmovimento. Tale mwaqkripresa è realizzata mediante la mwaqomacchina da presa cinematografica (o cinepresa). Il movimento viene prodotto mostrando la successione delle fotografie riprese, su una striscia di pellicola detta mwaqspellicola cinematografica. Anche in questo caso, quando la pellicola non è ancora stata sviluppata, viene chiamata «mwaqwimmagine latente».
Se la successione è composta di immagini non-fotografiche, ma grafiche (es: un mwaq4cartone animato o mwaq8film di animazione), quell'immagine "cinematografica", può anche essere considerata un'immagine di sintesi, perché è ottenuta dalla sintesi di elementi preordinati che la compongono. Lo stesso vale per la televisione. Quindi, in generale dipende dal contenuto che viene proiettato, e in particolare, se si tratta di immagine ottica (fotografica) del reale o di immagine grafica di fantasia o di pseudo-reale.
Immagine video
Un'immagine video è un'immagine cinematografica che, mentre viene creata o mentre viene manipolata, assume la forma di mwarielettricità. Esclusivamente quando viene mwarmregistrata o mwarqtrasmessa a distanza, l'immagine video può assumere anche altre forme. Ad esempio quando è registrata su mwaruvideocassetta assume la forma di mwarymagnetismo. Oppure mentre viene trasmessa a distanza attraverso la mwarcfibra ottica, assume la forma di mwargluce. L'immagine video può essere creata mediante la ripresa video o l'elaborazione video. Con la ripresa video si ottiene una rappresentazione, più o meno fedele, della realtà fisica. Con l'elaborazione video si ottiene un'immagine disegnata che può rappresentare o non rappresentare la realtà fisica. La ripresa video viene eseguita con la mwarwvideocamera mentre l'elaborazione video viene eseguita con il mwar0computer. La visualizzazione dell'immagine video viene eseguita dal visore video o dal mwar8videoproiettore. Con il progressivo abbandono della mwasapellicola cinematografica e la contestuale affermazione del mwasecinema digitale, l'immagine cinematografica è sempre più spesso un'immagine video.
Immagine televisiva
L'immagine televisiva è un'immagine generalmente ottica, ripresa con una mwasqvideocamera, che riproduce il movimento, proprio come l'immagine cinematografica, esponendo lo scorrere del tempo della realtà e trasmettendo un mwasufilmato/video tramite un sistema televisivo. Lo scopo principale è quello di trasmettere una documentazione della realtà come mwasydiretta televisiva, per far vedere al pubblico ciò che sta accadendo in quel momento e in quel posto, ma spesso ciò non è possibile e dunque viene trasmessa con un breve/lungo ritardo, detta mwascdifferita televisiva. Tale produzione avviene mediante un mwasgsistema televisivo, costituito da mwasktelecamere, mwasotrasmettitori e mwassricevitori televisivi.
In caso di riproduzione grafica del movimento (es: un mwas0cartone animato), può essere considerata un'immagine di sintesi, perché dall'immagine originale si ricavano una serie di elementi preordinati che la descrivono; in seguito tali elementi vengono prima trasmessi a distanza e poi utilizzati per creare l'immagine televisiva.
Immagine elettromeccanica
Immagine elettronica
Un'immagine elettronica è un'immagine "generata" da un'apparecchiatura elettronica: sia l'apparecchio di ripresa delle immagini ottiche, sia quello di visione (TV, monitor, display, ecc), sono realizzati con mwatmdispositivi elettronici. Un esempio di immagine elettronica è l'immagine televisiva della mwatqtelevisione elettronica; altro esempio è l'eventuale immagine di sintesi generata da un mwatucomputer.
Immagine grafica
L'immagine grafica è un'immagine disegnata (in modo più o meno permanente) su un supporto fisico, in modo manuale (con una matita, un pennello, ecc) o in modo elettromeccanico (col computer). Esempi di immagini disegnate su supporti sono le immagini su quadri dipinti a mano.
Un'immagine grafica in movimento viene realizzata visualizzando in successione mwat0una serie di immagini grafiche fisse. Tipi di immagini grafiche sono l'immagine disegnata e l'immagine di sintesi.
Immagine disegnata
Un'immagine disegnata (anche chiamata "disegno")cite-ref-10[10] è un'immagine grafica prodotta mediante il tracciamento di segni, su di un foglio da disegno o altro supporto simile o analogo, la cui forma e posizione sono decise dal mwaugdisegnatore secondo le sue capacità artistiche o in base ad altri concetti, come ad esempio a mwaukcalcoli matematici.
Tipi di immagini disegnate sono l'immagine dipinta, l'immagine litografica, il mwausdisegno animato, il disegno a carboncino o a matita, ecc.
Immagine dipinta
Un'immagine dipinta (anche chiamata "dipinto") è un'immagine disegnata mediante la mwavipittura. La realizzazione di immagini dipinte è una delle forme d'mwavmarte più apprezzate e celebrate. Ne è nato quindi un mercato dove le immagini dipinte dai mwavqpittori più apprezzati possono essere valutate anche milioni di mwavueuro. Tipi di immagini dipinte sono il mwavydipinto ad olio, l'mwavcacquerello, l'mwavgaffresco. Considerando il supporto fisico su cui viene fissata l'immagine, si distingue invece il mwavkdipinto su muro (anche chiamato "dipinto murale"), il mwavodipinto su tavola, il mwavsdipinto su tela.
Immagine litografica
Immagine di sintesi
Un'immagine di sintesi (anche chiamata "immagine sintetica") è un'immagine grafica ottenuta dalla sintesi di elementi preordinati che la compongono o la descrivono. Il processo di generazione di immagini di sintesi è chiamato "sintesi di immagini". Un esempio di immagine di sintesi è l'immagine grafica generata dal mwawicomputer, da un essere umano o da una mwawmintelligenza artificiale. Tale generazione avviene oggigiorno mediante la mwawqcomputer grafica. Tipi di immagini generate al computer sono l'mwawuimmagine vettoriale e l'mwawyimmagine bitmap.
Immagine elettronica
Un'immagine elettronica è un'immagine "generata" da un'apparecchiatura elettronica: un esempio è l'immagine di sintesi generata con un mwawkcomputer.
Altre caratteristiche
Le immagini possono avere caratteristiche peculiari o in comune, sia che si tratti di una immagine ottica o grafica, e quindi essere un'immagine fissa o in movimento, in bianco e nero o a colori, bidimensionale o tridimensionale.
Immagine fissa
Un'immagine fissa, anche chiamata "immagine statica" (o "fermo immagine", in tecnica mwaw4video), è un'immagine che non varia nel tempo.
Un esempio di immagine fissa è quella del mwaxaproiettore di diapositive che proietta una immagine sullo schermo da proiezioni.
Immagine in movimento
Un'immagine in movimento (anche chiamata "immagine dinamica") è un'immagine che varia nel tempo.
Un esempio, è l'immagine in movimento che il mwaxuproiettore cinematografico proietta sullo mwaxyschermo.
Immagine in bianco e nero
L'immagine in bianco e nero è una mwaxoimmagine monocromatica, che presenta la totale assenza di mwaxscromie, in quanto è costituita solo di valori compresi nello spettro del mwaxwgrigio (mwax0in scala di grigi), tra il mwax4bianco e il mwax8nero, e dove, i colori bianco e nero, sono considerati acromatici (senza colore).
Un classico esempio di immagine in bianco e nero, è quella di un disegno a carboncino fatto su un foglio bianco, oppure è un'immagine fotografica in bianco e nero (b/n), fatta con mwayepellicola trasparente a singola mwayiemulsione fotosensibile in mwaymalogenuri d'argento. Ovviamente è possibile ottenere immagini fotografiche in bianco e nero, anche con le mwayqfotocamere digitali, eliminando i valori cromatici del mwayusensore; tutta via, esistono alcuni modelli di fotocamere con sensori sviluppati espressamente per il mwayybianco e nero, tipo la mwaycLeica M Monochom.
Immagine a colori
L'immagine a colori è quella che presenta i colori come siamo abituati a vederli: i nostri occhi sono costituiti per differenziare tre colorazioni particolari della luce, il mwayogiallo, il mwaysverde e l'mwaywindaco; tramite questa distinzione possiamo vedere oltre 1 mway0milione di sfumature, nello mway4spettro visibile.
Spesso, l'espressione "immagine a colori" è usata in contrapposizione all'espressione "immagine in bianco e nero" e viceversa.
Immagine bidimensionale
Un'immagine bidimensionale è un'immagine rappresentata in solo due mwazidimensioni: larghezza e altezza.
Immagine tridimensionale
Un'immagine tridimensionale è un'immagine rappresentata su tre mwazydimensioni: larghezza, altezza e profondità.
Ogni immagine ottica della realtà è sempre una immagine tridimensionale, che poi viene osservata in modo bidimensionale, tramite la retina dell'occhio o una fotografiacite-ref-0-5-3[5], ecc. e dove la profondità è visibile in una qualche modalità di effetto ottico (mwazwprofondità di campo).
Immagine digitale
Con immagine digitale, si intende una immagine ottica mwaaadigitalizzata tramite un mwaaesensore a pixel attivi (mwaaifotografia digitale, mwaamcinema digitale, mwaaqtelevisione digitale, ecc), ma questo vale anche per altri tipi di immagini, tipo le mwaauradiografie digitali, le ultrasoniche digitalizzate, ecc; oppure si intende una immagine grafica creata dalla mano dell'uomo tramite un mwaaycomputer grafico o attrezzatura similare.
Altre immagini
Ci sono anche varie tipologie di immagini visibili, o rese visibili per vari scopi, differenti da quelle ottiche, come ad esempio le mwaakradiografie, le mwaaorisonanze magnetiche, le immagini dei mwaasradiotelescopi e quelle ad mwaawultrasuoni, che fanno comunque parte delle immagini della realtà, come le fotografie, e quindi non rientrano tra le immagini grafiche create dall'uomo, come un dipinto ad olio su tela.
Immagine radiografica
Le radiografie, non sono immagini ottiche, come le fotografie, dove il soggetto della foto è esso stesso la sorgente di luce (anche se riflessa) che impressiona la pellicola; nella radiografia il soggetto è posizionato tra la sorgente di luce (la riazione X) e la lastra fotografica che verrà impressionata dalla radiazione passante: l'assorbimento delle varie parti del corpo (in genere le ossa) disegnano l'immagine nelle parti chiare.
Le radiografie, oggi, sono perlopiù digitali.
Immagine ecografica
Le immagini di mwabksonar o di mwaboeco-doppler, non sono immagini ottiche, ma piuttosto una sorta di immagini grafiche che in qualche modo presentano la realtà, dello spazio tridimensionale analizzato, come mappatura della riflessione dei suoni, rispettivamente a frequenza ultrasonica bassa (da ~ 80 a 600 KHz) e a frequenza ultrasonica alta (tra 2 e 15 mwabsMHz).
Immagini come linguaggio
Da sempre le immagini hanno costituito una sorta di linguaggio dotato di segni che assumono significati particolari. Il mwab4linguaggio delle immagini è intrinsecamente indeterminato, dotato di segni che assumono valore simbolico in relazione al significato che attribuiamo a ciò che osserviamo o al valore pragmatico degli scopi della mwab8comunicazione. Il linguaggio delle immagini è altamente evocativo e, in ambito multimediale, queste e la comunicazione visiva rivestono un ruolo fondamentale. Infatti, le immagini nella comunicazione multimediale costituiscono una sorta di linguaggio (visuale) che si affianca e si integra con quello testuale, possono diventare mwacametafore, mwaceallegorie visive che potenziano l'usabilità dei sistemi interattivi o riproducono con esattezza di dettagli il reale.
Note
cite-note-11. ↑ La rappresentazione di una realtà fittizia è spesso presente ad esempio nelle immagini dei mwacgcartoni animati dedicati ai bambini. Un esempio specifico è il cartone animato mwackmwacoL'Apemaia nel quale gli insetti parlano come gli esseri umani.
cite-note-22. ↑ Per quanto riguarda la realtà astratta, si veda la voce mwac4Astrattismo.
cite-note-33. ↑ mwadimwadmmwadqimmàgine - Treccani, su mwaduTreccani. mwadyURL consultato il 28 maggio 2024.
cite-note-44. ↑ Riprese in forma ottica, dalla realtà fisica oggettiva.
cite-note-0-55. ↑ Tanto per fare un esempio.
cite-note-66. ↑ Confronta l'accezione 1a della mwaeyvoce «immagine» sul vocabolario on-line Treccani: «in fisica, mwaeci. ottica, quella fornita da un sistema ottico».
cite-note-1-77. ↑ mwae0mwae4mwae8Sulla definizione di immagine reale e virtuale | conilfilodiarianna, su mwafaconilfilodiarianna.it. mwafeURL consultato il 28 maggio 2024.
cite-note-88. ↑ Il termine "fotografia" può indicare anche il procedimento di realizzazione di un'immagine fotografica. Si veda la voce mwafuFotografia.
cite-note-99. ↑ Per indicare l'immagine fotografica, in ambito colloquiale, è molto diffuso anche il termine "foto" (mwafkaccorciamento di "fotografia").
Bibliografia
• mwageAmedeo Benedetti, Bibliografia ragionata della cultura delle immagini, Genova, Erga, 2005, ISBN 88-8163-415-5.
• mwagmRafael C. Gonzalez e Richard E. Woods, Digital image processing, Upper Saddle River (New Jersey), Prentice Hall, 2002, ISBN 0-201-18075-8.
• mwaguGiuseppe Di Giacomo (a cura di), Ripensare le immagini, Milano, Mimesis, 2009.
• mwagcSusan Sontag, mwaggSulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società (mwagkOn Photography, 1973), pag. 131 mwagoIl mondo dell'immagine, trad. di Ettore Capriolo, Collana Nuovo Politecnico n.107, Einaudi, Torino, I ed. 1978.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni sull'immagine
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «immagine»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulle immagini